Tariffe ostetrica – nomenclatore

Criteri di applicazione del nomenclatore tariffario per servizio ostetrica

Il Nomenclatore Tariffario è lo strumento cui debbono riferirsi gli iscritti agli albi che svolgono attività libero professionale, per definire le tariffe ed i compensi loro spettanti.
Le tariffe sono uniche e valgono per tutti i liberi professionisti iscritti agli Albi dei Collegi Provinciali.
Il compenso è fissato in relazione alla rilevanza, delicatezza e complessità della prestazione, dell’ intervento, del piano o del progetto attuato dal professionista.
I compensi per le prestazioni domiciliari devono essere maggiorate in ragione della distanza del domicilio del cliente e delle spese sostenute dal professionista. I compensi per le prestazioni effettuate nei giorni festivi o in orario notturno sono maggiorate del 30%.
I presidi ed il materiale sanitario d’uso corrente dal professionista sono a carico dell’assistito.
Revisioni e aggiornamenti
Modificazioni ed integrazioni al Nomenclatore Tariffario possono essere apportate in ogni momento, per effetto o in conseguenza di disposizioni di legge o per palese inadeguatezze delle voci e/o delle tariffe.
Il Nomenclatore Tariffario deve essere rivisto almeno ogni tre anni.
La revisione del Nomenclatore Tariffario, così come le eventuali modificazioni ed integrazioni, devono essere deliberate dal Comitato Centrale della F.N.C.O. e presentate al Consiglio Nazionale.
Norme finali
Le disposizioni contenute nel presente Nomenclatore Tariffario si applicano esclusivamente agli esercenti la libera professione.Il libero professionista che contravviene a quanto definito nel Nomenclatore Tariffario è sottoposto a provvedimento disciplinare dal Collegio di appartenenza.La F.N.C.O. ed i Collegi Provinciali sono tenuti a vigilare per una puntuale e corretta applicazione delle disposizioni e delle tariffe contenute nel presente Nomenclatore.

Problema Tariffario
Agli Ordini e Collegi delle professioni sanitarie è conferito il potere, ai sensi dell’articolo n° 3, lettera e), e dell’articolo n° 15, lettera g) del D.L.C.P.S. 233/56 “di interporsi nelle controversie tra prestatore d’opera e cliente per ragioni di spese, di onorari o per altre questioni inerenti l’esercizio professionale, procurando la conciliazione della vertenza”.
È necessario precisare che, salvo che per i medici chirurghi, per la generalità delle professioni sanitarie non è prevista una tariffa nazionale disciplinata per legge e come tale avente carattere vincolante per tutti gli appartenenti alla categoria professionale.
L’iniziativa dei Collegi Provinciali in questo ambito è determinata soprattutto dalle norme di riferimento della legge istitutiva.
I Collegi Provinciali delle Ostetriche adottano autonomamente un tariffario minimo che costituisce strumento di riferimento per l’esercizio professionale e per l’espressione di pareri di congruità delle parcelle per la soluzione delle controversie.
Per tale ragione l’emanazione di un tariffario minimo viene ad assolvere anche la funzione di indicare alle iscritte all’albo il minimo inderogabile da osservare per la salvaguardia del decoro della professione e comunque per determinare un compenso adeguato nel rispetto del Codice Deontologico.
In conseguenza di ciò in caso di mancato pagamento dell’onorario anche l’Ostetrica/o ha facoltà, laddove esista una tariffa professionale approvata dal Collegio, a valersi nei confronti della paziente morosa, della speciale procedura ingiuntiva prevista dall’articolo n° 633 del c.p.c. per il recupero delle somme.
La F.N.C.O., su indicazioni dei Collegi Provinciali, ha rielaborato un Tariffario minimo, tenendo conto delle differenze territoriali nazionali. I Collegi hanno facoltà di intervenire con variazioni in misura percentuale variabile + o – del 20/30%.
Successivamente alla determinazione da parte del Consiglio Direttivo del Collegio del tariffario provinciale, lo stesso dovrà essere approvato dall’Assemblea delle iscritte all’albo che in questo ambito è sovrana.